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Coccale, cucale, cucal,
cocal, crocal, cochel, ecc. sono le varianti dialettali con le quali,
lungo le coste del Mare Adriatico centro settentrionale, viene chiamato
il gabbiano.
L’etimologia rivela una incerta origine, dal greco “Kaukalias”
e forse dall’arabo “Qu-hal”, da cui anche la scelta della grafia del nome. |
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Sta di fatto che è una dizione diffusa prevalentemente nelle
coste che vanno dall’Istria, al delta del Po, al Conero: la stessa area,
cioè, in cui la barca è stata progettata (Trieste) e costruita (in parte
a Cervia, Forlì e Fano), e in cui si trova il suo porto di armamento (Ancona).
Inoltre, continua la tradizione familiare degli armatori di
dare alle barche nomi di animali corrispondenti alle loro caratteristiche:
lenta e di costruzione francese, appunto, l’Escargot (una Amphitrite 43
dei Cantieri Wauquiez), decisamente più agile e di matrice adriatica il
Qu Kal: esattamente la differenza che c’è fra una lumaca ed un gabbiano....
oops, un cuccale! |