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Campionati Nazionali Hobie Cat 16  Numana 2007
   
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Ormai è una star, sembra lo abbiano invitato a Mantova per Festivaletteratura per un incontro con i lettori su "Valchirie, Contender e partenze anticipate"... noi, sapendo che attendevate con impazienza questo momento, non indugiamo oltre!
Ladies and Gentleman...Mr.Lorenzo Rondelli!

Si puo’ protestare la bilancia del Circolo Nautico Numana?

Lorenzo Rondelli di Lorenzo Rondelli

A Numana la prima sorpresa la forniscono le operazioni di peso: il verdetto della bilancia (79,4 kg per il sottoscritto) smentisce clamorosamente i miei tediosi allenamenti in bici Roma-Ostia-Torvaianica e ritorno ed adombrano non poco il mio timoniere Marco, convito da sempre che il mio peso forma si debba aggirare sui settanta chili.
Una rapida verifica del regolamento ISAF mi conferma che non posso protestare la bilancia del Circolo Nautico Numana.
La seconda sorpresa viene dalle istruzioni di regata: tre giri con un lato di 1,3 miglia.
La giuria si dimostra estremamente rigorosa e ci conferma nello skipper meeting che si atterrà alle istruzioni.
Il tempo di armare l’Hobie 16 109055 e sedici equipaggi Master, tredici barche juniores sono in acqua.
Lo zoccolo continentale presente a Numana mi riempie rapidamente gli scarponcini (bucati) di sassi, “chissà se Daniele potrà provvedere ad eliminarli” (i sassi, non i buchi dei miei scarponcini) penso mentre ci lanciamo verso il campo di regata.
La prima partenza viene data con un vento di 16 nodi fissi.
Mentre la mia preparazione atletica in bici non ha impressionato la bilancia, il mio allenamento in Flying Junior e Hobie Tiger ha sortito drammatici effetti collaterali: la notevole confusione in testa che da parecchio tempo mi contraddistingue mi fa uscire al trapezio come sul Formula 18 a pruavia della sartia, mentre il trapezio è nello stesso posto dove l’avevo lasciato un mese prima al Garda, montato a poppavia…
Partenza regolare (tranne un paio di OCS sui quali torneremo in seguito): De Toro s’invola seguito da Clemente, Palazzo e Berti.
L’inseguimento di Clemente viene coronato da un sorpasso che gli permette di vincere dopo cinquanta minuti di tiratissima regata davanti a Domenico, mentre noi resistiamo al ritorno di Berti e siamo terzi.
Il podio sembra premiare la nostra strategia: non forzare la partenza perché con questo vento siamo competitivi e non è necessario prendere rischi inutili.
Bravi gli juniores, molti dei quali nel lato di poppa mettono il gennaker.
Qualche equipaggio Master appare abbastanza provato dalla prima regata e chiede clemenza alla corte, pardon, al comitato di regata:“nun je la famo, vaje a dì che accorcino il percorso”
(i lettori più attenti hanno sicuramente indovinato la zona di provenienza dell’equipaggio in questione, ed apprezzato il congiuntivo) ma il suggerimento non viene accolto.

Il messaggero Marco Iazzetta, nell’occasione splendido gommonauta, ci riporta una risposta da parte dei giudici “In farmacia vendono gli antidolorifici” che non lascia spazio ad interpretazioni personali.
Nella seconda prova i giudici registrano un leggero calo di vento (15 nodi) che al sottoscritto sfugge (il calo, non il vento) mentre l’onda rimane quella della regata precedente.
Partenza fotocopia di quella della prova precedente, bolina impegnativa che vede i soliti noti De Toro e Clemente davanti al gruppo.
Qualche mio errore vanifica il nostro inseguimento per il secondo posto e dopo 55 minuti di regata viene registrato lo stesso ordine di arrivo della prova precedente: Clemente, De Toro e Palazzo d’un soffio su Berti.
La terza prova parte con 14 nodi, nella seconda metà della prima poppa il vento gira moltissimo e cala a 5 nodi, imbarazzando non poco la flotta, che si ritrova a dover regolare le vele di bolina ancora prima di arrivare alla boa di poppa.
Le condizioni instabili suggeriscono alla giuria di prendere l’arrivo alla fine della seconda bolina. La prova si conclude in 55 minuti con lo stesso risultato delle regate precedenti: Clemente che non sbaglia un colpo, De Toro al posto d’onore, Palazzo a chiudere il podio, mentre a Berti va la medaglia di legno.
Berti è la nostra nemesi, sempre attaccato in tutte e tre le prove.
Lo troviamo per la terza volta consecutiva con un prodiere diverso: al posto delle due fanciulle di Cesenatico e Riva del Garda c’è stavolta un ragazzo, ed il fatto mi delude non poco… fosse stata un’altra rappresentante del gentil sesso il nostro sarebbe entrato a pieno diritto nella top-ten dei miei supereroi preferiti, assieme ad Andrea Pazienza, Eddie Irvine, Gerard Galvan e Sean Mallory.
A movimentare la classifica ci pensano i giudici di regata: i nostri due terzi nelle prime due prove si trasformano in altrettanti OCS, un poco come la carrozza di Biancaneve, con l’unica differenza che nel nostro caso il tutto avviene molto prima di mezzanotte.
Mi consolo con la splendida visione dell’istruttrice di equitazione dell’agriturismo dove dormo:
“Mi sono innamorato” dico ancor prima di pensarlo.
Non sapevo ancora che il giorno dopo, alla vista della seconda istruttrice mi sarei innamorato di nuovo: che abbia un debole per le fanciulle bionde con gli occhi azzurri o che semplicemente non resisto alla donna (gatto) con gli stivali?

La nostra cena viene allietata dall’amico Vittorio che si dimostra all’altezza delle nostre aspettative “Per il mio prodiere quella di oggi era la prima regata in catamarano. Gli ho fatto una lezione di Hobie 16 in trenta secondi… eravamo pure in ritardo per la partenza”.
E’ per cose come questa che spero di continuare a regatare in Hobie per ancora tanto tempo.
Il secondo giorno il buongiorno me lo dà Andrea Burini, segretario del CN NUmana, che alla mia richiesta della lycra gadget della regata “per me una  taglia M…” mi risponde con un
“Seeeee, una M…. (ma chi vuoi prendere in giro?)” che fa il paio con il responso dell’arcigna bilancia il giorno prima.
Con gli altri equipaggi non vado meglio: quando faccio il giro degli autografi sul poster della regata una bionda prodiera mi chiede seria “Ma le firme sono in ordine di numero velico?”
dimostrandomi quanto sia facile scambiare i miei comportamenti per quelli di un maniaco compulsivo.
Ho comunque una parola di conforto dalle mie fans: Giada, la bimba di Marco, mi rasserena non poco il padre sui nostri risultati “Papà non riesci a vincere questa volta? Non ti preoccupare, tanto vinci gli Assoluti con Andrea” mentre il Presidente della classe notando la mia auto mi chiede se “Hai mai pensato di comprare un asino?”
“No perché ne vedo troppi nell’ambito della mia vita professionale” gli rispondo ferito nell’orgoglio.
Ho comunque perdonato il Presidente perché era all’oscuro delle formidabili gesta della vettura in questione, in grado di portare due Contender al Garda (Mondiale, 2004), un HC 16 a Cannes (Campionato Francese, 2005), un FJ a Porto San Giorgio (Europeo, 2006), un Classe A a Livorno (acquisto incauto di un socio del CVAT, 2007), un curriculum autostradale senza ombra di dubbio superiore a quello velico del sottoscritto.
Scopro che con uno dei giudici (mio coetaneo) ho condiviso la splendida avventura dei Mondiali Contender al Garda tre anni fa: il suo curriculum velico (giudice FIV, ha collaborato alla costruzione del Moro di Venezia ai Cantieri Tencara, ha lavorato con progettisti come Felci e Romanelli, è stato un regatante in FD, i primi mondiali li ha disputati più di quindici anni fa a Marsala) mi conferma che ero/sono un perfetto dilettante velico.
Il poco vento della seconda giornata impedisce lo svolgimento delle altre prove in programma: Clemente è campione Master 2007, che regola De Toro e Berti. Noi terzi mancati.
Il ritorno a Roma è stato più lungo dell’andata di 5 Km, doveroso dirottamento verso l’agriturismo per l’autografo delle due bionde amazzoni.
Ho cercato di importunarle con la solita scusa del loro autografo sul poster della regata, peccato che il mio suggerimento “Gli equipaggi mettono l’autografo ed il numero velico, tu puoi mettere il tuo numero di telefono…” non sia stato accolto dalle fanciulle, tanto belle quanto sbadate: come si fa a resistere ad un invito così particolare?
A mente fredda ritengo che il risultato notevolemente inferiore alle aspettative sia dovuto alla preparazione atletica: la prossima volta che andrò a Numana invece di allenarmi in bicicletta mi procurerò un cavallo a dondolo con ventilatore per simulare la velocità.
Le prestazioni in acqua non peggioreranno, mentre potrò parlare con cognizione di causa con le due amazzoni dell’agriturismo: le due Walkirie non avranno scampo.
Buon vento

Lorenzo
109055

P.S. Un particolare ringraziamento a Daniele: mentre al sottoscritto risulta difficile fare anche il solo prodiere, il nostro è riuscito a ricoprire il ruolo di regatante, organizzatore di passeggiata in bici-cavalcata-gita in motonave, addetto stampa dei campionati, piegatore-imbustatore di magliette in lycra, e di tutte le altre cose che mi sono sfuggite.
Di fronte a colleghi del genere ti senti l’anima in pantofole.

La regata vista da Lorenzo

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di Simona Santoni

Conero, veleggiando ai piedi del promontorio silenzioso
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